Il discorso

Buongiorno a tutti. Un saluto ai presenti, agli amici soci…

Con molti di Voi siamo partiti insieme già nel 2007, anno in cui riunivo per la prima volta a casa mia un primo nucleo di persone per condividere un’idea, per presentare un progetto:

la costituzione di una Banca… Una Banca di credito cooperativo. Non sto a raccontarvi le facce di chi mi ascoltava, ma potete immaginarlo… in quel gruppo di persone c’era Catalani che penso conosciate tutti – ancora mi dice che, se non era per me, lui stava (non ha mai concluso la frase)

Una idea nata dalla mia esperienza: a quei tempi ero un giovane Responsabile Marchigiano di una grande rete… di una grande Banca… raccoglievamo e trasferivamo grandi somme di denaro dalle Marche al Nord.

Tutte le cose nascono da un intuito. Un intuito nato da una semplice domanda: perché generare ricchezza e trasferirla altrove?

Quelle somme avrebbero potuto servire al nostro territorio, somme che generano in gergo bancario  la parola “raccolta”. Per me, in quel momento, significava territorio, significava casa nostra, e non finanza creativa ma denaro vero, disponibile per essere investito nelle nostre imprese, nelle nostre  famiglie, per i nostri soci, promuovendo un’idea di “capitalismo responsabile ” attento ai valori e lavoro.

Una banca da intendere come impresa sociale, per essere parte attiva e positiva nel cambiamento della società, del tessuto economico e persino del benessere delle persone.

Dopo tante riunioni e tante peripezie arrivò la costituzione e l’autorizzazione.

Da lì siamo sempre cresciuti, anche se i mercati e l’economia non ci hanno mai aiutato e sostenuto, ma nel tempo abbiamo costruito una barca solida (i numeri lo dimostrano) e un equipaggio, i dipendenti: Angela Carla Daniela Lucrezia Gianluca…che ringrazio, in grado di gareggiare contro ogni vento e condizione atmosferica avversa comprese le onde anomale (slide degli eventi).

Un’altra cosa che non ci ha aiutato il rumor delle opinioni altrui, i dissenzienti e distruttori sociali, ma questo non ha mai offuscato la nostra voce interiore piena di valori e sostanza (qui i numeri lo dimostrano slide), anzi ci ha fatto diventare più esperti, e ha rafforzato la cosa più importate: avere   il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione, perseguendo obiettivi importanti passo dopo passo…

Sono stato folle? Siamo tutti noi stati dei folli? Nel seguire il nostro intuito e folli nel perseguire i veri valori e le nostre passioni? Perché qui di passione c’è ne stata, altrimenti la banca del fermano non sarebbe stata possibile e chi ha lottato con noi lo sa… folli nel perseguire i veri valori e le nostre passioni anziché perseguire i dogmi di un mondo che insegna la speculazione, la mistificazione, la emarginazione dei tanti a favore dei pochi creando potentati locali, nazionali e adesso internazionali che tentano ad ogni costo di sottomettere e far vivere e seguire i dettami del pensiero di altre persone? Dogmi appunto, e io rigetto i dogmi, se non quelli in cui credo come cattolico…

I risultati li abbiamo sotto gli occhi, e sono questi dogmi che hanno portato l’Italia alle condizioni attuali.

Beh, si… sono stato e, permettetemi… siamo stati considerati dei folli nel metterci in gioco sviluppando le nostre idee e un progetto comune al fianco del territorio che fosse sì attento alle dinamiche dell’economia ma che non si sottraesse al confronto con tematiche di ordine etico e sociale.

Come non ci possiamo sottrarre, l’ho già detto e lo ripeto, alle dinamiche economiche, e oggi il mercato e le normative ci impongono di iniziare un nuovo percorso, un percorso che deve puntare al consolidamento del valore costruito, al consolidamento del valore economico e, ben più importante, al consolidamento sociale, tutto questo al fine di rafforzare le basi di sviluppo del territorio.

Un percorso che anticipa quanto indicato dalla Bce e che sta portando tutte le Bcc ad un progetto unico di aggregazione.

Noi Banca del Fermano siamo pronti. E anche qui abbiamo avuto il coraggio, se la voteremo, cosa di cui sono certo, di anticipare gli eventi, e insieme alla consorella di Ripatransone, di fare il primo passo che inaugurerà una delle prime aggregazioni locali atte a rafforzare gli obbiettivi originari delle due Bcc.

Ma su questo non mi dilungo perché sarà tema della riunione specificare tecnicamente, passo passo, i motivi della fusione.

Stiamo attenti però, perché quello che voteremo sarà il nuovo compito del Cda fino al 31/12/2018, un compito che lo stesso dovrà rispettare e far valere. Le assemblee, come per la prima volta (storicamente nella fase di costituzione), condivideranno e daranno mandato sulla base delle linee guida per la nuova banca…

Per finire, ho sempre detto che il mio tempo in questo progetto aveva un limite che era quello di consolidare il patrimonio creando valore per i soci. Se oggi verrà approvata la fusione, avrò concluso il mio compito e il mio dovere nei confronti dei 1254 soci che mi hanno dato sempre fiducia.

Oggi non mi candiderò nel consiglio della nuova banca e nell’assemblea del 25/05 presenterò le mie dimissioni da presidente.

Non amo e non ho mai amato le rendite di posizione e ho sempre detto soprattutto alle mie figlie che non dobbiamo sprecare una vita vivendo di sola posizione ma che bisogna sognare e costruire qualcosa di sempre più innovativo (quindi spero in futuro sentirete ancora parlare di Mosca…)

Ma, soprattutto, ditelo ai vostri figli: non dobbiamo sprecare una vita vivendo quella di qualcun altro.

Il mio compito si esaurisce come carica presidenziale, ma rimarrò comunque vigile e attento affinché il progetto, la democrazia e il piano industrie stabilito vengano rispettati. Rimarrò a disposizione dei soci e se volete come coordinatore della consulta della Banca del Fermano, organo nato per promuovere le attività sul territorio e che chiedo fermamente venga mantenuto affinché diventi davvero uno strumento di connessione, legame e rete tra i soci.

Ringrazio il mio consiglio di amministrazione che mi ha sempre sostenuto e supportato in questi anni, i consiglieri che si sono avvicendati, il Direttore Dott Giancarlo Rossi e il Vice Direttore Luciano Catalani e di nuovo i nostri dipendenti e i collaboratori tutti che hanno con coraggio affrontato una bellissima storia.

Concludo con una bellissima frase:

“non abbiate paura di trovarvi di fronte a degli ostacoli, perché ci saranno, ma se sentite che questa è la vostra strada, nessuno vi impedirà di raggiungere l’obiettivo”.

Andrea Mosca

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